Metti "mi piace" sulla pagina Facebook

Il mio libro sull'economia domestica ad impatto zero

20/10/11

applicazione per i rifiuti: la raccolta differenziata a portata di telefonino


Sette Green, Supplemento al Corriere della Sera, in data 20 Ottobre, pubblica un articolo interessante che riporta di una ecotecnologia a portata di mano: la raccolta differenziata come applicazione per il telefonino.
Basta scaricare - con sistema operativo Android - il Dizionario dei rifiuti, gratuitamente, un'applicazione che aiuta a classificare più di 800 termini ed individuare il cassonetto giusto.
A crearla è un simpatico e propositivo giovane originario di Rotondella (MT) che risponde al nome di Francesco Cucari, studente prossimo alla maturità liceale. Francesco osserva la raccolta differenziata nel suo comune e si rende conto di quanti aspetti difficili ci siano soprattutto nel chiedersi dove buttare questo o quel rifiuto; allora ha ben pensato di creare un sistema facile e gratuito. Basta scrivere o pronunciare vicino al telefonino il nome del rifiuto e premere il tasto "Getta": dopo pochi secondi l'applicazione risponde con l'esatta procedura di riciclo del materiale. Il programma non si ferma neanche di fronte al reale problema della raccolta che, inevitabilmente, varia da città a città: sfruttando la geolocalizzazione, localizza l'utente e la municipalizzata che si occupa dello smaltimento, legge le regole e suggerisce il cassonetto giusto.
Bravo Francesco!

foto tratta dal sito www.ilmetapontino.it

16/10/11

Recensione:Urbi et Orti di Josep M.a.Vallès


Quando penso a un orto penso a Guillem Ferrer, a Gaspar Caballero de Segovia e a mio cugino Jordi Bigues. Loro tre mi hanno fatto scoprire un mondo immediato e a portata di mano, che tocca con i piedi la terra e vi sprofonda. Guillem mi convinse a creare un orto ricordandomi una massima cinese che dice: " Se vuoi essere felice un'ora ubriacati. Se vuoi essere felice un giorno...uccidi il tuo maiale. Se vuoi essere felice una settimana...fai un bel viaggio. Se vuoi essere felice un anno..sposati. Se vuoi essere felice tutta la vita...coltiva un orto" (...).
Con questo prologo di Bigas Luna si dà avvio al bellissimo libro di Josep M.a. Valles Casanova che da più di dieci anni coltiva ortaggi in terrazza. Il libro (settembre 2010) è edito da Stampa Alternativa nella collana "Ecoalfabeto_I libri di Gaia". L'autrice, nella presentazione, afferma che l'obiettivo del libro è fornire, da un punto di vista pratico, indicazioni di base a chi desidera coltivare ortaggi su un balcone o una terrazza. E' pensato per persone prive di nozioni di botanica o di orticoltura, affinchè possano imparare da zero l'appassionante arte di produrre alimenti sul balcone di casa.
Nella prima parte del libro si apprende "come funzionano le piante": la fotosintesi, la respirazione, la traspirazione; i meccanismi naturali sono ben spiegati e calibrati in funzione del fatto che qui si argomenta sul coltivare ortaggi in contenitori e ciò richiede maggiore attenzione rispetto alla tradizionale coltivazione a terra.
La seconda parte del libro è dedicata all'installazione dell'orto, al dove collocare l'orto, come pianificare l'irrigazione, quali contenitori utilizzare.
La terza parte del libro entra nel vivo della coltivazione: spiega bene come si fa la semina, come si mantiene il substrato, la concimazione, l'irrigazione e la raccolta. Il tutto è corredato da tabelle di sintesi, ben esplicative di alcune informazioni necessarie, come ad esempio il consumo di acqua indicativo in un clima mediterraneo in funzione delle stagioni.
Il manuale continua con la pianificazione dell'orto, il calendario dei lavori, esempi sulle colture in successione. Anche in questo caso, numerose e ben chiare tabelle aiutano il lettore nella comprensione.
Non mancano riferimenti al compost sul balcone e all'importanza di produrre da sè un humus di alta qualità. Gli ortaggi da balcone sono ben spiegati e dettagliati, uno ad uno: il basilico, il mais, il melone, la zucca, solo per citarne alcuni. Per ognuno è ben dettagliato l'aspetto botanico, la coltivazione, le malattie, le proprietà nutritive. Infine un'altra parte importante è dedicata ai parassiti e alle malattie, nonchè ai rimedi casalinghi per proteggere le nostre piante.
L'intento dell'autrice, di trasferire tutta la sua esperienza di pratica agricola in terrazza è ben soddisfatto e questo prezioso libro, nel prologo, da Bigas Luna viene citato come un "grande alleato". E' veramente così, per chi dell'orticoltura vuol fare non solo una pratica agricola produttiva ma soprattutto ne vuol fare un arricchimento dell'anima. L'orto è il luogo privilegiato per coltivare saperi e sapori. Non è da trascurare l'obiettivo ludico - didattico: i bambini comprendono come arrivano i prodotti sulla nostra tavola, imparano i processi di crescita degli organismi, imparano ad avere il rispetto per i tempi biologici.
Il libro è arricchito da un contributo di Letizia Nucciotti, un racconto pratico e poetico del suo orto di campagna.


URBI ET ORTI
L'orto urbano: manuale di coltivazione ecologica su balconi e terrazze
di Josep M.a. Vallès
Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, 2010



12/10/11

10000 volte grazie

10000 volte grazie a voi tutti lettori di questo blog! In pochi mesi (da maggio per l'esattezza) gli articoli che ho postato sono stati visitati da 10000 internauti consapevoli dell'ambiente! Un buon risultato per la divulgazione ambientale. Ancora grazie!

11/10/11

Recensione: Bici ribelle di Luigi Bairo

Filosofia e pratica della bicicletta convivono in questo bellissimo volume edito da Stampa Alternativa, nell'ambito della Collana "Ecoalfabeto" - I libri di Gaia, senza sovrapporsi, senza escludersi, ma dimostrando tutta la loro sinergia. Su questo equilibrio, in continua evoluzione tra filosofia e pratica della bicicletta, ha giocato la sfida l'autore, Luigi Bairo.
Esiste una filosofia della bicicletta: lo dimostra l'autore partendo da un punto fermo di riferimento, Leonardo da Vinci, traghettandola fino a Lester Brown, uno dei maggiori economisti ambientali contemporanei, dimostrando che la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto. Non è solo meccanica, ma anche umanità. In essa convive la più suggestiva rappresentazione delle relazioni, a volte anche conflittuali, tra uomo e mezzo.
Ed intorno alla bicicletta vive la città, la città che si muove: ma muoversi è anche pedalare. Pedalare anche con la fantasia, se necessario.
E poi ci sono loro, i ribelli in bici, i cicloturisti come Luigi Masetti, i ciclopolitici, le bici partigiane come quellapedalata da Gina Galeotti Bianchi, le bici dei provos di Amsterdam. Tutte bici legate da un filo rosso: il concetto di ribellione visto in maniera propositiva, una ribellione fatta di identità e dignita. E alla filosofia dellla bicicletta, si unisce, in maniera complementare, la pratica: il breviario del ciclista urbano, ovvero suggerimenti utili su cosa fare in caso di pioggia, come utilizzare il casco; decaloghi, consigli utili e classificazioni in tipologie di ciclisti. Classificazioni che non hanno la tracotante limitatezza di inquadrare in sterili categorie, ma piuttosto di stimolare nuovi elementi descrittori dell'andare in bicicletta, nuovi nomos del muoversi tra pensiero ed azione.

Luigi Bairo
Bici ribelle
Percorsi di fantasia, resistenza e libertà
Stampa Alternativa, 2009






06/10/11

Siate affamati Siate folli


Se n'è andato Steve Jobs, il fondatore di Apple. L'uomo che ha creato il marchio - simbolo della nostra società digitale. Dotato di eccellente talento, aveva saputo, con le sue abili doti di comunicatore e uomo di marketing, portare all'attenzione globale Apple segnando un'era. 
Steve Jobs si era occupato in prima persona anche della tutela ambientale e dell'impatto sui diversi comparti ambientali della produzione Apple. Non si può dimenticare un documento del 2008, a sua firma, che dimostra la sua sensibilità culturale ed umana nei confronti dell'ambiente:

Aggiornamento ambientale Apple 2008

Da diversi anni Apple si impegna a conseguire maggiore trasparenza nelle misure intraprese a favore della tutela ambientale e nel rendere la nostra azienda più ecosostenibile. In questo documento illustriamo i nostri recenti progressi e presentiamo un sistema di reporting innovativo e senza precedenti nel settore.

Eliminazione delle sostanze tossiche

L’anno scorso abbiamo annunciato l’obiettivo senza precedenti di eliminare il cloruro di polivinile (PVC) e i ritardanti di fiamma bromurati (BFR) dai prodotti Apple entro la fine del 2008. Abbiamo inoltre promesso di eliminare il mercurio dai nostri display e l’arsenico dal vetro dei display, nella fase di transizione verso l’adozione della più efficiente tecnologia LED (Light-Emitting Diode).
La sfida maggiore è risultata essere l’eliminazione di PVC e BFR, che molte altre aziende hanno promesso di rimuovere solamente da alcuni componenti quali gusci o laminati per circuiti stampati. Apple ha invece scelto di rimuovere non solo PVC e BFR, ma anche ogni forma di bromo e cloro dall’intero prodotto. Abbiamo testato e valutato migliaia di componenti e materiali plastici meccanici privi di bromo e cloro e stiamo ultimando le fasi finali di sviluppo e certificazione dei cavi di alimentazione senza PVC.
Nel giugno 2007 abbiamo rilasciato il nuovo MacBook Pro 15" con il primo display LED da 15,4" privo di mercurio. Nel gennaio 2008 abbiamo raggiunto un nuovo traguardo, con l’introduzione del MacBook Air, il notebook più sottile al mondo nonché il primo con un display in vetro privo di arsenico e tecnologia di retroilluminazione priva di mercurio. Più recentemente, abbiamo introdotto i primi iPod e iPhone 3G privi di BFR e PVC e con display privo di mercurio. La nuova famiglia MacBook è dotata unicamente di monitor LED e, fedele alla nostra tradizione di progresso, è composta dai notebook più verdi della nostra storia.
Sono fiero di annunciare che tutti i nuovi design dei prodotti Apple sono in linea con gli obiettivi che ci siamo prefissati per il 2008.

Riciclaggio

I programmi Apple per la restituzione dei prodotti hanno visto una diffusione notevole dall’ultimo aggiornamento, quando ci siamo prefissati degli obiettivi di riciclaggio tra i più aggressivi del settore. Nel 2007 si è registrato un aumento del 57% nel volume di riciclaggio, con una raccolta di quasi 9,5 milioni di chilogrammi di e-waste.
Le nostre prestazioni di riciclaggio sono misurate in base a uno standard inizialmente proposto da Dell, confrontando la quantità raccolta con il peso totale dei prodotti venduti 7 anni prima. Nel 2007 abbiamo raggiunto un tasso di riciclaggio del 18,4%, nettamente superiore al nostro obiettivo del 13%. Il nostro obiettivo per il 2010, pari al 28%, verrà superato nel 2008, con ben due anni di anticipo sui tempi previsti.
Apple offre opzioni di restituzione nel 95% dei Paesi in cui vengono venduti i nostri prodotti. Ulteriori informazioni sui nostri progressi in ambito di riciclaggio sono disponibili qui.

Impatto ambientale

L’anno scorso, con l’inizio del calcolo del reale impatto ambientale di Apple, ho promesso un aggiornamento anche sull’impatto ambientale dei nostri prodotti. La maggior parte delle aziende prende in considerazione le emissioni prodotte dalle proprie sedi e fabbriche. Tuttavia questo ammonta solo a una frazione (meno del 5%) dei gas a effetto serra relativi ai beni elettronici di consumo.
Abbiamo quindi deciso di calcolare le emissioni prodotte in ogni fase del ciclo di vita di un prodotto, dalla produzione al trasporto, all’utilizzo da parte del consumatore fino all’eventuale riciclaggio. Da oggi, Apple pubblicherà queste informazioni per ciascun nuovo prodotto e i nostri clienti potranno così avere una chiara indicazione dei nostri progressi.
I nuovi report ambientali dei prodotti, accessibili dal link disponibile in questa pagina, contengono una descrizione dettagliata del consumo energetico di ogni prodotto, dei materiali di cui è composto, del suo imballaggio e soprattutto delle sue emissioni di gas a effetto serra. Nessun’altra azienda del settore pubblica informazioni così dettagliate a livello dei singoli prodotti.
Naturalmente siamo costantemente impegnati a ridurre le emissioni associate ai prodotti Apple, rendendoli più efficienti da un punto di vista di dimensioni e consumo energetico. Per esempio, iMac 20" consuma circa la stessa quantità di energia di una singola lampadina, appena 67 watt. Questo lo rende già oggi più efficiente di quanto i PC concorrenti contano di diventare tra 2 anni.
Affrontiamo questa questione a livello di prodotto perché riteniamo che sia il modo migliore di aiutare i nostri clienti a prendere decisioni consapevoli sul proprio impatto ambientale e su come lo possano ridurre. Ti invito quindi a leggere questi nuovi report.

Steve Jobs

Qualche mese fa aveva lanciato il progetto di un Campus sostenibile che amava definire "Palazzo Astronave", una struttura bassa e sferica  tutta di vetro: Jobs amava che i suoi collaboratori lavorassero con la luce del sole.
L'edificio a quattro piani avrà un paesaggio ricco di alberi di cui deve prendersi cura il miglior arboricoltore di Stanford, selezionato dallo stesso Jobs. Per evitare impatti paesaggistici il parcheggio è sotterraneo. La produzione di energia è in autonomia con una centrale alimentata a gas naturale.








 Inoltre, saranno installati pannelli solari sul tetto lucente dell’edificio e turbine eoliche nella torre, che guarda dall’alto il palazzo.

Ciao Steve, ci mancherai, anche per il tuo essere "green", per il tuo sapersi confrontare con umiltà, consapevolezza e responsabilità nei confronti dell'ambiente.

05/10/11

Giornata mondiale del Vegetarismo


Il 1° Ottobre ricorre la Giornata Mondiale del vegetarismo. Oramai dal 1977 si celebra questa giornata, anno in cui venne istituita la North American Vegetarian Society, Associazione americana che si preoccupa di diffondere nella comunità internazionale il vegetarismo. In Italia la Giornata Mondiale viene divulgata e portata all'attenzione della collettività anche grazie all'Associazione Vegetariani Italiani (AVI), associazione senza scopo di lucro che da oltre 50 anni si occupa di favorire la diffusione del vegetarismo, pratica quotidiana che concorre alla tutela dell'ambiente e della salute delle persone e degli animali.
Secondo il Rapporto Eurispes 2011 vegetariani e vegani in Italia sono il 6,7%. L’amore e il rispetto per gli animali a volte finiscono per influenzare anche le abitudini alimentari dei soggetti che, per tutelare l’ambiente e proteggere la biodiversità, rinunciano a carne, pesce e talvolta anche a uova e latte. Che si chiamino vegetariani o, nell’accezione più estrema, vegani, essi costituiscono ormai anche nel nostro Paese un fenomeno sociale sul quale è opportuno soffermarsi ad indagare. Mangiare esclusivamente vegetali è un’abitudine per il 6,3% della popolazione che ha eliminato dalla propria dieta carne e pesce, lo 0,4% ha optato per una decisione ancora più drastica che prevede l’esclusione anche del latte e delle uova: il veganismo. A preferire uno stile alimentare di tipo vegetariano o vegano sono in prevalenza le donne (rispettivamente 7,2% vs 5,3% degli uomini; 0,5% vs 0,3%), i giovanissimi tra i 18 e i 24 anni (13,5%) e, a sorpresa, tra gli over 65 (9,3%). Vegetariani e vegani soprattutto per una scelta alimentare più salutare. Ma da dove nasce la spinta ad abbandonare la dieta mediterranea, con la sua varietà di alimenti e sapori, e rivolgere il proprio interesse esclusivamente verso determinate tipologie di cibo? Nel 48% dei casi questa scelta dipende fondamentalmente dal fatto che mangiare esclusivamente frutta e verdura arrechi benefici alla salute. Molto alta appare, poi, la percentuale di coloro che sono mossi in tal senso da ideologie animaliste (44%) che mal sopportano l’uccisione di animali per la macellazione delle carni. A questo risultato si associa la parte degli intervistati che scelgono la via del vegetarismo per ragioni di tipo ambientalista (2%). Questo tipo di dieta comporta infatti un minore spreco di risorse e provoca meno danni al territorio.

Share

Twitter Delicious Facebook Digg Stumbleupon Favorites