Oggi ho il piacere di dedicare un post a Tona. Qualche settimana fa ho letto sul Corriere del Mezzogiorno un articolo dedicato a questa artista dei nostri tempi che coniuga riciclo, tecnologia e creatività. L'originale intreccio tra le sue originali doti artistiche ed il sano senso del recupero di materiali, altrimenti inservibili, dà forma a dei gioielli unici ed inimitabili in cui si mescolano arte, passione, innovazione ed esperienza. Quello che fa Tona è, sostanzialmente, riciclo creativo: costruisce, inventa, crea e ricrea da quello che di solito si butta via.
Qual è la tua formazione?
Volevo fare l’istituto d’arte e ho fatto il liceo scientifico, volevo fare psicologia e ho fatto l’Accademia di Belle Arti, ma credo che quello che più mi ha formato è stato vivere, osservare e confrontarmi/scontrarmi con gli altri ogni giorno. Credo che nella mia formazione siano stati importanti due viaggi fatti nello stesso anno (2006): l’Africa e gli Stati Uniti d’America.
Sono un’ex Boy Scouts e una socia del WWf grazie alle persone che mi sono state vicine nei primi anni di scuola. Ricordo che d’estate facevo dei corsi di educazione civica ai miei cugini!!! Credo che siano queste le mie radici più profonde nei confronti del riciclo; ma l’intuito è un' altra cosa!! È proprio quella lampadina che si accende sulla testa dei cartoni animati quando soggiunge un’idea…una scossa elettrica…osservo un oggetto, un materiale ma nello stesso tempo lo vedo nella mia mente visiva trasformato in altro (remade). È spontaneo, inconscio.Sviluppare quell’idea è il vero lavoro. Mi ripeto spesso mentre lavoro una citazione di cui purtroppo non ricordo l’autore: “ l’1% d’ispirazione e il 99% d’olio di gomito”.
Mi sento legata alla creazione slegata dall’idea di business, a quel momento di piacevole sfida con materiali sconosciuti affinchè cambino forma e funzione e diventino quello che io ho immaginato. Sono legata più che a dei pezzi nello specifico a dei progetti. Quando mi capita di affezionarmi troppo ad un oggetto, di solito evito di metterlo in vendita e adirittura indossarlo .Lo posiziono in un luogo dove lo possa guardare poiché mi da la forza di continuare a credere in quello che faccio.
Io non so ben dare un’identità alla mia clientela. Ho visto scegliere i miei oggetti da adolescenti, ma anche da donne e uomini adulti, per se stessi o per fare un regalo a qualcuno a loro caro. Ho visto scegliere i miei oggetti da gente appartenente a diverse classi sociali per diverse motivazioni. Ma quello a cui mi piace credere è che la mia clientela sia composta da persone che non hanno paura di osare, di andare oltre i limiti “imposti”; gente che ha voglia di ironizzare e prendersi poco sul serio, ma allo stesso tempo figlia consapevole del proprio tempo. Gente consapevole che se da un lato vive l’epoca della filosofia dell’usa e getta, dall’altra, accanto e parallela, c’è la filosofia del remade e del riciclo, in cui si esaspera in maniera positiva il potenziale delle cose, dei materiali, delle persone, dell’immaginazione e della fantasia.
Ho pagine di quaderni reali e mentalmente virtuali di creazioni future che covo e alimento aspettando il momento in cui mente e mani saranno pronte a dare forma a queste idee. Il cambio d’uso e il riciclo mi interessano molto ma quello a cui punto da sempre è l’originalità dell’oggetto da me creato e poi proposto. In questi anni mi sono avvicinata anche all’antica tecnica dell’uncinetto per poter poi fare “impara l’arte e mettila da parte” nel momento in cui troverò dei materiali diversi dai soliti usati utilizzabili con questa tecnica. Ho imparato a cucire a mano e a macchina ma il mio prossimo obiettivo è prendere padronanza del materiale cartaceo.





2 commenti:
splendidi
geniale
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