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Il mio libro sull'economia domestica ad impatto zero

21/07/11

Tona: passione, arte e riciclo


Oggi ho il piacere di dedicare un post a Tona. Qualche settimana fa ho letto sul Corriere del Mezzogiorno un articolo dedicato a questa artista dei nostri tempi che coniuga riciclo, tecnologia e creatività. L'originale intreccio tra le sue originali doti artistiche ed il sano senso del recupero di materiali, altrimenti inservibili, dà forma a dei gioielli unici  ed inimitabili in cui si mescolano arte, passione, innovazione ed esperienza. Quello che fa Tona è, sostanzialmente, riciclo creativo: costruisce, inventa, crea e ricrea da quello che di solito si butta via.
Il riciclo creativo è, nel contesto dell' eco coaching, educazione ambientale: soprattutto quando viene fatto con i bambini, per fini didattici, coinvolge, sensibilizza sui temi del riuso e del riciclo.
Ma non solo i bambini: anche Tona, come artista, attraverso i suoi gioielli, diffonde un messaggio ambientale; e chi li indossa diventa più consapevole e sostenibile nei suoi gesti quotidiani.

Antonella ti presenti ai nostri lettori?

Sono Antonella De Palo, ma sono anche Tona. Sono nata a Bari il 14 marzo del 1983 ma vivo a S.Spirito (un paesino a 12 km da Bari). Sono del segno dei pesci, ascendente pesci. (C’è poco da fare con me!!). Ho due vite: una solitaria nel mio laboratorio /casa, una per strade e piazze  dei diversi paesi che visito durante eventi come mercatini, sagre, concerti con il mio banchetto- contenitore di tutto quello che realizzo. Le amo entrambe in ugual misura. Amo la vita e amo viaggiare.



Qual è la tua formazione?
Volevo fare l’istituto d’arte e ho fatto il liceo scientifico, volevo fare psicologia e ho fatto l’Accademia di Belle Arti, ma credo che quello che più mi ha formato è stato vivere, osservare e confrontarmi/scontrarmi con gli altri ogni giorno. Credo che nella mia formazione siano stati importanti due viaggi fatti nello stesso anno (2006): l’Africa e gli Stati Uniti d’America.



Da dove nasce il tuo intuito di creare attraverso il riciclo?

Sono un’ex Boy Scouts e una socia del WWf grazie alle persone che mi sono state vicine nei primi anni di scuola.
Ricordo che d’estate facevo dei corsi di educazione civica ai miei cugini!!! Credo che siano queste le mie radici più profonde nei confronti del riciclo; ma l’intuito  è un' altra cosa!! È proprio quella lampadina che si accende sulla testa dei cartoni animati quando soggiunge un’idea…una scossa elettrica…osservo un oggetto, un materiale ma nello stesso tempo lo vedo nella mia mente visiva trasformato in altro (remade). È spontaneo, inconscio.Sviluppare quell’idea è il vero lavoro. Mi ripeto spesso mentre lavoro una citazione di cui purtroppo non ricordo l’autore: “ l’1% d’ispirazione e il 99% d’olio di gomito”.


C'è una creazione alla quale sei particolarmente legata?
Mi sento legata alla creazione slegata dall’idea di business, a quel momento di piacevole sfida con materiali sconosciuti affinchè cambino forma e funzione e diventino quello che io ho immaginato. Sono legata più che a dei pezzi nello specifico a dei progetti. Quando mi capita di affezionarmi troppo ad un oggetto, di solito evito di metterlo in vendita e adirittura  indossarlo .Lo posiziono in un luogo dove lo possa guardare poiché mi da la forza di continuare a credere in quello che faccio.


Che tipo di clientela indossa le tue creazioni?

Io non so ben dare un’identità alla mia clientela. Ho visto scegliere i miei oggetti da adolescenti, ma anche da donne e uomini adulti, per se stessi o per fare un regalo a qualcuno a loro caro. Ho visto scegliere i miei oggetti da gente appartenente a diverse classi sociali per diverse motivazioni. Ma quello a cui mi piace credere è che la mia clientela sia composta da persone che non hanno paura di osare, di andare oltre i limiti “imposti”; gente che ha voglia di ironizzare e prendersi poco sul serio, ma allo stesso tempo figlia consapevole del proprio tempo. Gente consapevole che se da un lato vive l’epoca della filosofia dell’usa e getta, dall’altra, accanto e parallela, c’è la filosofia del remade e del riciclo, in cui si esaspera in maniera positiva il potenziale delle cose, dei materiali, delle persone, dell’immaginazione e della fantasia.


Creazioni future? Ci sarà evoluzione verso altre tecniche?
Ho pagine di quaderni reali e mentalmente virtuali di creazioni future che covo e alimento aspettando il momento in cui mente e mani saranno pronte a dare forma a queste idee. Il cambio d’uso e il riciclo mi interessano molto ma quello a cui punto da sempre è l’originalità dell’oggetto da me creato e poi proposto. In questi anni mi sono avvicinata anche all’antica tecnica dell’uncinetto  per poter poi fare “impara l’arte e mettila da parte” nel momento in cui troverò dei materiali diversi dai soliti usati utilizzabili con  questa tecnica. Ho imparato a cucire a mano e a macchina ma il mio prossimo obiettivo è prendere padronanza del materiale cartaceo.
Credo sia un materiale interessante per le immense possibilità di poterlo maneggiare e trasformare, vedi la carta pesta, (tecnica maggiormente conosciuta) ma importante anche come più antico materiale di informazione, sempre attuale e scrigno delle storie alate degli scrittori ma scrigno anche della vita di ognuno di noi. Infondo nonostante siamo nel 2011 le nuove generazioni imparano ancora a scrivere i loro primi temi su  pagine di quaderni di carta. E poi c’è ancora la cara e a volte dimenticata fotografia stampata!!!!
Inserendo i termini riciclo e remade sui motori di ricerca si scovano in ogni parte del mondo lunghe liste di nomi e immagini di gente che ha dato e da vita ad oggetti meravigliosi usando materiali che altri buttano via. Mi piace pensare che io faccia parte di quel mondo.



 
 
 
 

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